Sono nato il 07 aprile 1960 a Brunico (BZ),dove ho frequentato le scuole superiori. Oggi, vivo e lavoro a  Bressanone (BZ), una  cittadina dell´Alto Adige, tra le più belle che si possano trovare al Mondo, ricca di un patrimonio naturale incontaminato e dalle suggestive sfumature di colori che la montagna ci offre e dove io traggo spunto per le mie opere d´arte.

 

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Bressanone - Brixen



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Dall’antica Pressena alla creazione del principato vescovile, dal ruolo giocato nella lotta per le investiture al dominio degli Asburgo fino alla cessione all’Italia dopo la Grande Guerra: l’intera vicenda storica della città è ricostruita nel brano seguente, tratto dalla Guida Rossa Trentino-Alto Adige del Touring Club Italiano. Bressanone è citato con il nome di Prichsna (Pressena) nel 901, allorché l’imperatore Lodovico IV cedette un podere situato nell’area dell’attuale città alla chiesa di Sabiona (che nel 798 era stata staccata dalla chiesa di Aquileia e assegnata all’arcivescovo di Salisburgo). Successivamente, nel 993, sotto Albuino, a Bressanone fu trasferita la sede vescovile. Nell’intento di assicurare in mani fedeli il corridoio del Brennero, nel 1027 Corrado II donò un vasto territorio al vescovo di Bressanone, come a quello di Trento, creando così i due principati vescovili. Nella prima metà dell’XI secolo la città venne cinta di mura. Durante la lotta per le investiture, l’imperatore Enrico IV indiceva a Bressanone, nel 1080, un concilio nel quale fu deposto Gregorio VII ed eletto l’antipapa Clemente III. Il vescovo Altevino di Bressanone n’ebbe in compenso nel 1091, da Enrico IV, la contea Putrissa (Pusteria); ma poco dopo fu deposto dal duca Velfo il Vecchio favorevole al papa. Diversa figura fu il vescovo Artemanno (morto nel 1164) che, dapprima consigliere di Federico Barbarossa, gli si dichiarò nemico quando l’imperatore si mise in lotta col papa. Nel 1100 il principato comprendeva le valli d’Isarco e dell’Inn fino alla Zill, la Pusteria fino a Tésido, il Livinallongo e Fassa. Per amministrare la giustizia e i beni i vescovi eleggevano vassalli in genere forestieri, che con l’andar del tempo si comportarono da padroni. Spentisi nel 1248 gli Andechs, subentrarono i conti di Tirolo, contro i quali il vescovo Egno condusse una vera guerra. Le lotte del vescovo contro i vassalli e i ministeriali, poi con i principi del Tirolo e infine con gli Asburgo e col governo di Vienna furono incessanti fino al XVIII secolo, per cui si ebbero liti, scomuniche, interdizioni papali e azioni a mano armata. Né mancarono le lotte fra il capitolo e il vescovo, come fra il capitolo e l’autorità imperiale per la nomina del vescovo. Durante la prima metà del XIV secolo il vescovo Alberto d’Enno ampliò la cinta muraria per includere le nuove parti della città. Nel 1525, durante le sommosse contadine fomentate dai luterani, vennero danneggiati i conventi e occupato il vescovado. Nella quiete che seguì al Concilio di Trento, durante il governo del cardinale Madruzzo, di Giovanni Tomaso Sporo, di Cristoforo Andrea Sporo (1542-1613), furono elaborate riforme anche civili, fondata una stamperia ed emanato uno statuto cittadino. Il governo del vescovo conte Künigl è caratterizzato dalla difesa contro l’invasione bavarese (1703) e dalla ricostruzione del Duomo. Nel 1803 il principato venne secolarizzato e assegnato all’Austria; dal 1806 al 1813 fu occupato dai Bavaresi e nel 1815 soppresso; il territorio da allora fece parte della provincia austriaca di Innsbruck fino all’entrata delle forze italiane, nel novembre 1918.